Idrocoltura


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E' conosciuta anche con il nome di coltura idroponica e consiste nel coltivazione le piante in recipienti con acqua e l'aggiunta di sali nutritivi.

E' una modalità di coltivazione diffusasi negli anni Settanta, quando i vivaisti iniziarono a mettere sul mercato piante d'appartamento che crescevano in contenitori a tenuta d'acqua alla quale veniva aggiunto un aggregato per sostenere le radici. Il successo di questa modalità di coltivazione sta nel fatto che 

  • sia facile e che richieda poche cure e scarsa esperienza 
  • crescita sana e vigorosa della pianta
  • assenza di parassiti e malattie causate dal terriccio del vaso

L'occorrente per questo tipo di coltivazione consiste nel procurarsi l'aggregato di solito già pronto in sacchetti e il contenitore che può essere usato da solo o inserito in un contenitore più grande.

  • L'aggregato, pulito e inerte, può essere costituito da ghiaia, sabbia, perlite o più comunemente da  argilla espansa. Ha una consistenza leggera, di dimensioni varie e forma irregolare. Questo materiale si ottiene per cottura dell'argilla in un forno rotante a temperature elevate. Durante questo processo l'argilla viene spinta all'esterno delle palline  lasciando l'interno spugnoso. Il vantaggio dell'uso di questo materiale è  l'alto potere filtrante, in questo modo all'interno del contenitore, circolerà sempre aria e l'acqua del fondo filtrerà lungo i bordi del contenitore verso l'alto.


  • I contenitori ne esistono di tre tipi: singoli, doppi e per bulbi. Nel caso di contenitori singoli può essere di qualsiasi materiale a tenuta d'acqua, meglio in vetro perché permette di controllare facilmente il livello dell'acqua, no in metallo perché si ossida,  e che permetta una certa stabilità. I contenitori doppi sono formati da uno esterno che contiene l'acqua e quello più piccolo nel quale viene sistemato l'aggregato e la pianta. In genere è forato per far circolare l'aria e l'acqua attorno all'argilla e alle radici. A volte si trovano con  degli indicatori di livello dell'acqua da aggiungere se necessaria. Il contenitore per bulbi ha una forma particolare studiata per mantenere l'acqua al di sotto del bulbo sostenuto dalla parte superiore.

Il metodo  più semplice di concimazione è quello di usare un fertilizzante liquido standard nell'acqua che si usa per riempire il serbatoio. L'inconveniente di questo metodo è che i sali nutritivi non usati immediatamente dalle piante tendono a cristallizzare sull'argilla espansa e sulle radici delle piante. Ecco perché è importante sciacquare periodicamente  queste incrostazioni (circa ogni due settimane). Ci sono poi i fertilizzanti appositamente studiati  per questo tipo di coltivazione. Alcuni sono

  • liquidi da distribuire direttamente sulla pianta con una certa frequenza sollevandola fuori dall'acqua e spruzzandolo secondo le istruzioni
  • in polvere da miscelare nell'aggregato 
  • in compresse  che  vanno sistemate nell'acqua, il vantaggio di questo prodotto è che non liberano il fertilizzante in continuazione ma solo quando all'acqua manca un dato elemento evitando il dannoso accumulo di sostanze chimiche.

Sebbene le piante coltivate in queste condizioni siano più robuste rispetto a quelle coltivate in vaso la temperatura giusta e la luce sono ancora indispensabili affinché la pianta possa crescere sana e completare il proprio ciclo vitale. La temperatura soprattutto  dovrà oscillare  fra i 18°/ 25 ° mentre la luce può essere anche inferiore rispetto all'esigenza della pianta ecco perché questo tipo di coltivazione ha avuto un particolare successo presso le popolazioni del Nord Europa.

Trasferimento di una pianta da terriccio all'idrocoltura

E' possibile passare una pianta cresciuta nel terreno in un contenitore per idrocoltura  ma solo quando è ben cresciuta  perché questa operazione, per quanto sia possibile, è pur sempre traumatica. Ecco perché dopo aver effettuato questa operazione sarà importante tenere la pianta in un luogo dove siano presenti tepore e umidità elevata per almeno 10-12 settimane. Durante questo periodo tutte le radici vecchie abituate alla terra muoiono per essere sostituite da radici nuove e succulente adatte ad una vita semiacquatica.

Ecco come fare:

  • estrarre la pianta dal vaso senza rovinare il pane di terra
  • sostenendo la pianta aprire il pane di terra e asportarlo senza rovinare le radici
  • portare sotto l'acqua corrente non troppo fredda, per evitare un ulteriore trauma,  le radici per finire di liberarle dal terreno 
  • a questo punto si può procedere a sistemarla nell'apposito contenitore

Rinvasatura in idrocoltura

Una pianta coltivata in idrocoltura cresce rapidamente ma sviluppa meno radici rispetto a una coltivata in vaso nel terreno. Tuttavia la pianta anche n queste condizioni può aver bisogno della rinvasatura che è molto simile a quella nel terreno. L'importante è scegliere lo stesso tipo di contenitore, singolo o doppio, in quest'ultimo caso dovrà aumentare anche quello interno.

Ecco come procedere:

  • coprire il fondo del nuovo contenitore con uno strato di aggregato pulito
  • togliere la pianta dal vecchio contenitore con delicatezza
  • tenere la pianta sollevata sopra lo strato di aggregato per assicurarsi che raggiunga lo stesso livello in cui era precedentemente immersa e allargare le radici e versare altro aggregato
  • sistemata la pianta aggiungere acqua per un terzo del nuovo contenitore finché sarà sufficiente o il misuratore indicherà il "pieno"

Invasatura di talee in idrocoltura

Le talee  che hanno radicato in acqua possono essere piantate in contenitori per idrocoltura esattamente come vengono messe in vaso:

  • tenere le talee dritte e versare nel vaso l'aggregato in modo che si disponga  attorno alle radici e aggiungere acqua quanto basta 
  • per qualche giorno meglio tenerle in un luogo non troppo soleggiato almeno fino a quando non saranno spuntate le prime radici
  • a quel punto potranno essere spostate nella loro posizione definitiva