...da terrazzo a veranda...


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03 May
03May

E' una soluzione rapida e relativamente onerosa per ingrandire l'alloggio: fa da intermediaria  tra lo spazio esterno e la casa diventando un po' dell'una e un po' dell'altra.

Diciamo subito che  è una struttura realizzabile nel rispetto del Regolamento Edilizio che lo definisce un “locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili” 

Essendo la veranda delimitata da una struttura fissa e duratura è chiaro che questo comporta un aumento della volumetria dell'edificio pertanto non è possibile realizzarla senza i regolari permessi a meno che sia già presente una volumetria residua dell’immobile oppure la possibilità di aggiungere un ulteriore volume abitativo senza oltrepassare chiaramente i limiti imposti dal piano regolatore della zona di appartenenza.

L'unico caso in cui può essere realizzata senza la richiesta di permesso, in base al  Cons.Stato, sez.II, del 22 luglio 1019, n.5130, si verifica quando non aggiunge valore di mercato all'immobile. 

Più complesso è il caso in cui la veranda venga realizzata ex-novo magari all'ultimo piano di un edificio. In questo caso è obbligatorio richiedere il permesso di costruzione rilasciato dall'ufficio tecnico del Comune (l’art. 3 comma 1 lettera E del Dpr n. 380/2001, permesso di costruire in base all’art. 3 comma 1 lettera A. - Cass. Pen. 54692 /2018). Una volta conclusi i lavori è necessario presentare la modifica catastale all'Agenzia dell'Entrate per evitare d'incorrere in un abuso edilizio con conseguente demolizione di ciò che è stato realizzato. 

Se non vengono violati aspetti relativi all'estetica del palazzo e non si creano problemi agli inquilini dei piani sottostanti, rispettati i punti precedentemente elencati, non è necessario ottenere l'autorizzazione del condominio. Questo non toglie però che i singoli condòmini (o il condominio) possano ugualmente opporvisi portando come motivazione che il regolamento condominiale lo vieta, o che diminuisce la luce o l'aria dei piani sottostanti,  o che pregiudica l'aspetto estetico dell'edificio o la stabilità. Il mio consiglio è quello di ottenere TUTTI i permessi e consensi necessari per non dover affrontare conseguenti diatribe.

Per la chiusura di un balcone in un condominio trasformandolo, in tutto o solo in parte, in una veranda non è necessario chiedere l’autorizzazione dell’assemblea ma si consiglia, proprio per evitare contestazioni successive parlarne prima di effettuare i lavori anche per evitare di compromettere l'estetica della facciata.

Vi sono meno restrizioni se si ricorre a strutture che si possono rimuovere facilmente e ad uso stagionale come le coperture in plexiglass o vetro non fissate, o le tettoie aperte su tre lati che non può essere considerata una nuova costruzione, un frangivento in vetro.

Nella realizzazione della veranda è importante rispettare i parametri imposti dal regolamento comunale di edilizia e di igiene. Sarà necessario aggiungere un impianto di riscaldamento o di condizionamento dell'aria, eventuali allacci all'impianto idrico ed elettrico, tende e sistemi di schermatura.

Quali materiali possiamo scegliere per la realizzazione di una veranda?

Oltre a poter essere realizzata in loco su misura, l'industria propone  elementi componibili e modulari con struttura in PVC, ferro, alluminio, legno o fibra di vetro e chiusura in vetro o policarbonato.

  • La soluzione più economica è in PVC che oltre ad essere resistente non richiede particolari manutenzioni ed è anche il meno costoso. Da un punto di vista estetico per migliorarne l'impatto visivo è possibile rivestirlo con una pellicola effetto legno. L'installazione è facile e veloce e, in caso di trasferimento, possono essere smontate e rimontate con la stessa rapidità. E' un materiale con potere isolante, particolarmente indicato per i climi freddi e umidi. Non risente né dell’umidità né dell'esposizione alla salsedine. E' invece sensibile all'esposizione continua ai raggi UV, che può causare un ingiallimento della superficie esterna e antiestetiche screpolature. Per aumentarne la resistenza strutturale e poter così sostenere anche vetrate di grandi dimensioni, viene abbinato a rinforzi in alluminio. 
  • La struttura in alluminio è ugualmente economica ma sicuramente più sicura da un punto di vista statico anche se "non appaga molto l'occhio". Spesso possiamo trovarla in combinazione con il PVC.
  • La struttura in legno è la più costosa, va protetta dall'attacco degli agenti atmosferici e richiede manutenzione ma dal punto di vista estetico  è la soluzione più interessante e piacevole.

La tipologia dei vetri  da applicare è importante soprattutto se desideriamo continuare ad utilizzare al meglio questo spazio in qualsiasi stagione.

E' possibile scegliere fra

  • vetro riflettente-assorbente in grado di conservare la temperatura ottimale all’interno della veranda in qualsiasi stagione;
  • vetro fonoassorbente e stratificato che garantisce un buon isolamento acustico;
  • vetro temperato o di sicurezza che  in caso di rottura si frantuma in piccolissimi pezzi che non risultano taglienti;
  • vetro autopulente che elimina lo sporco dalla superficie della lastra attraverso l’azione combinata dei raggi del sole e della pioggia.
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