TAVOLO FONTANA (1937)


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26 Nov
26Nov

E' un oggetto con molti discendenti. Firmato da Pietro Chiesa (1892-1948) e realizzato dalla storica azienda Fontana Arte, specializzata nella produzione di illuminazione e mobili di cui il TAVOLO FONTANA in vetro curvato è uno dei suoi prodotti più importanti soprattutto per la modalità di realizzazione.

Pietro Chiesa, all'epoca il Direttore artistico della società, era affascinato dalle proprietà uniche di questo materiale: duttilità e fluidità e che approfondì disegnando una gamma di mobili, lampade ed oggetti  in cui il vetro costituiva l'elemento principale.

Il TAVOLO FONTANA, a stampo d'argilla, fu uno delle sue prime creazioni ed è un oggetto che ancora oggi colpisce per la bellezza estrema  e discreta. Realizzato con una lastra continua e unica di cristallo delle spessore di 15 mm all'epoca rappresentò una straordinaria sfida, un'impresa tecnica ed ingegneristica affrontata con i mezzi di quel periodo e che oggi non avrebbe richiesto grandi difficoltà. Venne eseguita una serie di quattro  tavoli che prevedevano elementi lunghi 1,4 m e larghi 70 cm. 

Questa creazione elegante e minimalista fu esposta per la prima volta alla Fiera di Bari nel 1934 e a distanza di anni, dobbiamo ammetterlo, continua a conservare il suo fascino originario.

"Discendente da un’illustre famiglia ticinese di artisti, Pietro Chiesa fonda a Milano nel 1921 – dopo un periodo di apprendistato presso i più rinomati artisti ebanisti e decoratori milanesi – una propria bottega per la lavorazione del vetro, un’impresa aperta alla collaborazione con architetti e artisti: la “Bottega di Pietro Chiesa S.A.”. Nel 1923, l’idea di promuovere le arti applicate lo spinge ad associarsi con Gio Ponti, Tomaso Buzzi, Emilio Lancia, Michele Marelli, Paolo Venini e Carla Visconti di Modrone per fondare l’associazione artistica “Il Labirinto”. Chiesa è particolarmente abile nella produzione di vetrate artistiche, nel 1925 produce per Gustavo Pulitzer le vetrate per i transatlantici di lusso Saturnia, Vulcania, Conte Grande e Conte di Savoia. Nel 1929 produce per Gabriele D’Annunzio le vetrate del Vittoriale. In questi anni Chiesa esplora nuove tecniche di lavorazione del vetro e si specializza nella produzioni di vetri opacizzati o acidati, con un “virtuosismo di ingegnosità” che lo porterà a promuovere “la modernità più audace nella tecnica vetraria” come scrive Ponti. Intanto Chiesa espone all’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi del 1925 e alle esposizioni di Colonia e Barcellona. Nel 1930 partecipa alla IV Triennale a Monza dove espone vetrate e specchi in vetro sabbiato. Nel 1932 reduce dalla XVIII Biennale di Venezia, accetta di diventare partner della Luigi Fontana & C., e di fondere la sua bottega in una nuova impresa per dar vita a Fontana Arte di cui assume la direzione artistica: insieme a Gio Ponti fino al 1935 quando diventa direttore unico. La Fontana Arte offre a Chiesa il territorio di libertà per dar corso a quella “esuberanza della facoltà di fantasia creativa” di cui scrive Ponti, la stessa “che gli ha concesso esplorazioni formali romantiche ed evocative, e di affrontare... complicati virtuosismi di ingegnosità... estremismi formali... accostamenti delicati” come aggiunge l’amico pigmalione. Negli anni della sua direzione artistica Chiesa collaborerà con artisti notevoli (da Mario Sironi a Saul Steinberg) e progetterà un migliaio di oggetti diversi (mobili, lampade, piatti, scatole, portaritratti, cornici, specchi, sculture, vetrate...). Alcuni di questi sono diventati icone del design italiano stabilendo un archetipo nella propria categoria di oggetti fino a rappresentare un caso unico di longevità espressiva e commerciale perché mai usciti di produzione; tra questi il tavolo curvo Fontana (1932), il vaso Cartoccio (1932) e la lampada Luminator (1933)." (dal CATALOGO FONTANA ARTE)






 

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